EDITORIALI E COMMENTI
La Federazione chiede agli Enti Locali una precisa documentazione sui finanziamenti alle ONG che fanno delegittimazione di Israele.
Nello scorso novembre, in occasione del XXIII°Congresso Nazionale della Federazione Associazioni Italia-Israele, era stato presentato lo studio, curato da Giovanni Quer, dal titolo "Quanto ci costa delegittimare Israele?- Rapporto sui finanziamenti pubblici che fanno delegittimazione di Israele". Si tratta della prima ricerca organica realizzata in Italia su un flusso di finanziamenti poco noto, poco trasparente e di importi rilevanti, circa 185 milioni di euro, stanziati dal Ministero degli Esteri (Cooperazione internazionale), per 180 milioni, e dagli Enti locali, per 5 milioni. Il Rapporto, la cui prefazione è stata scritta dal prof. Gerald M. Steiberg, presidente di NGO Monitor, l'organismo preposto a monitorare su scala mondiale le attività di boicottaggio contro Israele, evidenzia diversi casi di finanziamento a ONG che fanno delegittimazione di Israele, talora con inquietanti contiguità con organizzazioni terroristiche. Il testo del Rapporto è on-line su questo sito.
Il Rapporto avrà un regolare aggiornamento annuale. Nella sua prima edizione, per quanto riguarda gli Enti locali il rapporto si è basato sui dati consultabili on-line sui rispettivi siti istituzionali, molti dei quali totalmente privi di informazioni. Per disporre di un monitoraggio completo, la Federazione, tramite le Associazioni locali o direttamente, ha inoltrato formale richiesta a tutte le Regioni, nonché alla Province e ai Comuni in cui sono presenti le Associazioni, per avere dati precisi sui finanziamenti deliberati nel periodo 1998-2012: importo, modalità attraverso le quali è avvenuta la scelta, modalità dei controlli successivi sull'effettiva utilizzazione del finanziamento. A norma di legge gli Enti locali sono tenuti a dare risposta entro 30 giorni.
I risultati saranno presentati in occasione del XXIV° Congresso Nazionale della Federazione, in programma nel prossimo novembre.
20 maggio 2013
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Violenza del web e cultura del rispetto
Il commento per IC7 a cura della Federazione delle Associazioni Italia-Israele Ci voleva un obiettivo istituzionale per smuovere chi è preposto a vigilare ed eventualmente ad intervenire contro quei sintomi di violenza sottile, strisciante ma non per questo meno pericolosa come sovente si trova in Rete e nei social network.
I fotomontaggi, gli insulti e le minacce contro la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini hanno scatenato la solidarietà dell'intero mondo politico nei confronti dell'ex dirigente dell'Unhcr, oggi ai vertici dello Stato, nonché l'apertura di un fascicolo per minacce, diffamazione e violazione della privacy da parte della Procura di Roma.
La violenza verbale dei social e di internet è spesso sottovalutata per il grande effetto di incremento dell'odio di massa che è in grado di generare, per di più in maniera anonima e difficilmente intercettabile se non attraverso costose ed elaborate indagini. Ma il seme dell'odio si nutre proprio dei grandi numeri e trova fertile terreno nella disperazione popolare in momenti di crisi economica e di valori.
Perciò occorre monitorare ed intervenire per evitare che i seminatori di odio prevalgano sui costruttori di dialogo basato sul rispetto. Come sta facendo il presidente di Israele Shimon Peres che è stato in visita in Italia e presso il Vaticano dove ha incontrato le massime autorità dei due Stati, il presidente Giorgio Napolitano, il neopremier Enrico Letta e papa Francesco.
Con i primi due ha rinsaldato anche nell'immagine i rapporti istituzionali tra i due Paesi, che si basano sulla condivisione dei principi universali di civiltà oltre che su una solida collaborazione economico-commerciale. Significativo per l'Italia aver ricevuto il presidente israeliano l'indomani dell'insediamento di Letta a palazzo Chigi.
Ma anche la visita con papa Bergoglio assume importanza non solo come primo impegno istituzionale del pontefice con un massimo esponente dello Stato ebraico, ma per la concomitanza del tentativo di ripresa dei negoziati sulla pace in Medio Oriente. Con lo Stato della Chiesa che ha a cuore la tranquillità sui luoghi santi. Di buon auspicio l'invito che Peres ha rivolto a papa Francesco affinché si rechi presto in visita al popolo di Israele.
E non a caso Perez si è poi recato ad Assisi, ospite del Sacro Convento, accolto da quegli stessi francescani che sovrintendono alla sacralità dei siti di Terrasanta. Aspetti che motivano l'esistenza di ogni struttura o organizzazione che mira alla creazione o al rafforzamento di relazioni tra paesi e comunità italiane e israeliane. Tra queste anche le Associazione di amicizia tra Italia e Israele che operano sul territorio italiano e che trovano unità nella Federazione della associazioni Italia Israele, che mira a creare contatti tra i sodalizi sparsi soprattutto nel centro-nord italiano e cerca di incentivare la nascita di associazioni laddove ancora non ce ne sono ma esistono cittadini che vedono in Israele un interlocutore importante.
E' un'attività utile anche ad evitare incomprensioni e sbilanciamenti reputazionali, in un momento in cui altri paesi si organizzano per sostenere i propri correligionari presenti in Italia. E' ciò che accade ad esempio in Toscana, dove verrà a breve completata la moschea di Colle di Val d'Elsa, nel Senese, grazie a contributi qatarini, palestinesi e sauditi. La struttura sarà la quarta d'Italia per importanza, dopo quelle di Roma, Segrate e Ravenna. Dove auspichiamo che prevalga la spiritualità sulla propaganda.
5 maggio 2013
Nello scorso novembre, in occasione del XXIII°Congresso Nazionale della Federazione Associazioni Italia-Israele, era stato presentato lo studio, curato da Giovanni Quer, dal titolo "Quanto ci costa delegittimare Israele?- Rapporto sui finanziamenti pubblici che fanno delegittimazione di Israele". Si tratta della prima ricerca organica realizzata in Italia su un flusso di finanziamenti poco noto, poco trasparente e di importi rilevanti, circa 185 milioni di euro, stanziati dal Ministero degli Esteri (Cooperazione internazionale), per 180 milioni, e dagli Enti locali, per 5 milioni. Il Rapporto, la cui prefazione è stata scritta dal prof. Gerald M. Steiberg, presidente di NGO Monitor, l'organismo preposto a monitorare su scala mondiale le attività di boicottaggio contro Israele, evidenzia diversi casi di finanziamento a ONG che fanno delegittimazione di Israele, talora con inquietanti contiguità con organizzazioni terroristiche. Il testo del Rapporto è on-line su questo sito.
Il Rapporto avrà un regolare aggiornamento annuale. Nella sua prima edizione, per quanto riguarda gli Enti locali il rapporto si è basato sui dati consultabili on-line sui rispettivi siti istituzionali, molti dei quali totalmente privi di informazioni. Per disporre di un monitoraggio completo, la Federazione, tramite le Associazioni locali o direttamente, ha inoltrato formale richiesta a tutte le Regioni, nonché alla Province e ai Comuni in cui sono presenti le Associazioni, per avere dati precisi sui finanziamenti deliberati nel periodo 1998-2012: importo, modalità attraverso le quali è avvenuta la scelta, modalità dei controlli successivi sull'effettiva utilizzazione del finanziamento. A norma di legge gli Enti locali sono tenuti a dare risposta entro 30 giorni.
I risultati saranno presentati in occasione del XXIV° Congresso Nazionale della Federazione, in programma nel prossimo novembre.
20 maggio 2013
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Violenza del web e cultura del rispetto
Il commento per IC7 a cura della Federazione delle Associazioni Italia-Israele Ci voleva un obiettivo istituzionale per smuovere chi è preposto a vigilare ed eventualmente ad intervenire contro quei sintomi di violenza sottile, strisciante ma non per questo meno pericolosa come sovente si trova in Rete e nei social network.
I fotomontaggi, gli insulti e le minacce contro la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini hanno scatenato la solidarietà dell'intero mondo politico nei confronti dell'ex dirigente dell'Unhcr, oggi ai vertici dello Stato, nonché l'apertura di un fascicolo per minacce, diffamazione e violazione della privacy da parte della Procura di Roma.
La violenza verbale dei social e di internet è spesso sottovalutata per il grande effetto di incremento dell'odio di massa che è in grado di generare, per di più in maniera anonima e difficilmente intercettabile se non attraverso costose ed elaborate indagini. Ma il seme dell'odio si nutre proprio dei grandi numeri e trova fertile terreno nella disperazione popolare in momenti di crisi economica e di valori.
Perciò occorre monitorare ed intervenire per evitare che i seminatori di odio prevalgano sui costruttori di dialogo basato sul rispetto. Come sta facendo il presidente di Israele Shimon Peres che è stato in visita in Italia e presso il Vaticano dove ha incontrato le massime autorità dei due Stati, il presidente Giorgio Napolitano, il neopremier Enrico Letta e papa Francesco.
Con i primi due ha rinsaldato anche nell'immagine i rapporti istituzionali tra i due Paesi, che si basano sulla condivisione dei principi universali di civiltà oltre che su una solida collaborazione economico-commerciale. Significativo per l'Italia aver ricevuto il presidente israeliano l'indomani dell'insediamento di Letta a palazzo Chigi.
Ma anche la visita con papa Bergoglio assume importanza non solo come primo impegno istituzionale del pontefice con un massimo esponente dello Stato ebraico, ma per la concomitanza del tentativo di ripresa dei negoziati sulla pace in Medio Oriente. Con lo Stato della Chiesa che ha a cuore la tranquillità sui luoghi santi. Di buon auspicio l'invito che Peres ha rivolto a papa Francesco affinché si rechi presto in visita al popolo di Israele.
E non a caso Perez si è poi recato ad Assisi, ospite del Sacro Convento, accolto da quegli stessi francescani che sovrintendono alla sacralità dei siti di Terrasanta. Aspetti che motivano l'esistenza di ogni struttura o organizzazione che mira alla creazione o al rafforzamento di relazioni tra paesi e comunità italiane e israeliane. Tra queste anche le Associazione di amicizia tra Italia e Israele che operano sul territorio italiano e che trovano unità nella Federazione della associazioni Italia Israele, che mira a creare contatti tra i sodalizi sparsi soprattutto nel centro-nord italiano e cerca di incentivare la nascita di associazioni laddove ancora non ce ne sono ma esistono cittadini che vedono in Israele un interlocutore importante.
E' un'attività utile anche ad evitare incomprensioni e sbilanciamenti reputazionali, in un momento in cui altri paesi si organizzano per sostenere i propri correligionari presenti in Italia. E' ciò che accade ad esempio in Toscana, dove verrà a breve completata la moschea di Colle di Val d'Elsa, nel Senese, grazie a contributi qatarini, palestinesi e sauditi. La struttura sarà la quarta d'Italia per importanza, dopo quelle di Roma, Segrate e Ravenna. Dove auspichiamo che prevalga la spiritualità sulla propaganda.
5 maggio 2013



