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MARCELLO MALFER PARLA DELLE ETICHETTE AI PRODOTTI AL CORRIERE DELLA SERA

06/10/2015
Di seguito le parole del Presidente Associazione trentina Italia-Israele, Marcello Malfer, al corriere della Sera

Non è ancora facile valutare quale sarà l’incidenza pratica di una recente delibera del Parlamento europeo. Si tratta di un atto deliberativo preso a grande maggioranza su sollecitazioni di diversi governi nazionali, tra cui quello italiano, che impone di etichettare i prodotti israeliani realizzati negli insediamenti, permettendo ai consumatori di non acquistarli in modo da esprimere la disapprovazione per la presenza delle colonie ebraiche nei territori palestinesi. Al contempo in Europa vi sono elementi che operano per il boicottaggio d’Israele e di tutto quello che lo riguarda. Contrariamente a quanto da loro sostenuto, si tratta di attività finalizzate non a colpire la produzione degli insediamenti, ma a delegittimare la stessa esistenza dell’unico Stato ebraico al mondo. Quel che è certo è che tale risoluzione appare vile sul piano morale e velenosa su quello politico. Ammesso che l’orientamento del Parlamento europeo fosse veramente di risolvere il problema degli insediamenti ebraici, è assolutamente certo che i suoi effetti andranno nella direzione esattamente contraria, dal momento che non farà che allontanare enormemente ogni minima possibilità di soluzione del conflitto e quindi del connesso problema delle colonie. L’Europa pare immaginare e desiderare la soluzione del conflitto, perciò si attiva per uno Stato ebraico senza insediamenti. Strano però che l’unico aspetto del futuro Medio Oriente pacificato sia questo e nessun altro. Chiede un futuro senza insediamenti nei territori attualmente contesi e trova sgradevole, fastidiosa e petulante la domanda se tale futuro debba essere pur sempre con Israele. La verità, come riporta il ministero degli Esteri israeliano, è che siamo di fronte a un pregiudizio contro Israele, che non tiene conto di come le posizioni e i voti di certi parlamenti in Europa abbiano un effetto fortemente discriminatorio contro lo Stato ebraico che ricorda da vicino un passato già vissuto. Il razzismo sembra riemergere. Quello che oggi succede ad altri in Europa è già successo e può accadere ancora. Barriere, respingimenti, confini chiusi. Un nazionalismo che rialza la testa e il sogno europeo infranto. Impossibile non collegare l’etichettatura dei prodotti provenienti da quei territori a certi simboli degli anni ’30 e ’40. Il paragone è eccessivo e forzato? Non esiterò a riconoscerlo nel momento in cui verrà deliberato di etichettare i prodotti di qualche altro «cattivo» sulla faccia della Terra. La delibera del Parlamento europeo, se deprecabile sul piano morale, lo è altrettanto sul piano politico: è del tutto evidente che essa non farà che rinfocolare ed esaltare tutte le forme di aggressività e di violenza da parte degli innumerevoli nemici di Israele, che vi troveranno la conferma della giustezza nelle loro ostilità, mentre saranno definitivamente zittite e soffocate le residue e ipotetiche forze «moderate» alle quali l’Europa leva ogni voce e legittimità. Adesso c’è da aspettarsi che qualsiasi atto mosso contro lo Stato ebraico avrà il viatico dell’Europa. Che buona parte delle nazioni si rifiutino di accettare la sua democrazia, i valori che lo caratterizzano e il suo generoso contributo nel mondo sorprende e amareggia.

Presidente Associazione trentina Italia-Israele