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VIOLENZA DEL WEB E CULTURA DEL RISPETTO

05/05/2013
Il commento per IC7 a cura della Federazione delle Associazioni Italia-Israele Ci voleva un obiettivo istituzionale per smuovere chi è preposto a vigilare ed eventualmente ad intervenire contro quei sintomi di violenza sottile, strisciante ma non per questo meno pericolosa come sovente si trova in Rete e nei social network.
I fotomontaggi, gli insulti e le minacce contro la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini hanno scatenato la solidarietà dell'intero mondo politico nei confronti dell'ex dirigente dell'Unhcr, oggi ai vertici dello Stato, nonché l'apertura di un fascicolo per minacce, diffamazione e violazione della privacy da parte della Procura di Roma.
La violenza verbale dei social e di internet è spesso sottovalutata per il grande effetto di incremento dell'odio di massa che è in grado di generare, per di più in maniera anonima e difficilmente intercettabile se non attraverso costose ed elaborate indagini. Ma il seme dell'odio si nutre proprio dei grandi numeri e trova fertile terreno nella disperazione popolare in momenti di crisi economica e di valori.
Perciò occorre monitorare ed intervenire per evitare che i seminatori di odio prevalgano sui costruttori di dialogo basato sul rispetto. Come sta facendo il presidente di Israele Shimon Peres che è stato in visita in Italia e presso il Vaticano dove ha incontrato le massime autorità dei due Stati, il presidente Giorgio Napolitano, il neopremier Enrico Letta e papa Francesco.
Con i primi due ha rinsaldato anche nell'immagine i rapporti istituzionali tra i due Paesi, che si basano sulla condivisione dei principi universali di civiltà oltre che su una solida collaborazione economico-commerciale. Significativo per l'Italia aver ricevuto il presidente israeliano l'indomani dell'insediamento di Letta a palazzo Chigi.
Ma anche la visita con papa Bergoglio assume importanza non solo come primo impegno istituzionale del pontefice con un massimo esponente dello Stato ebraico, ma per la concomitanza del tentativo di ripresa dei negoziati sulla pace in Medio Oriente. Con lo Stato della Chiesa che ha a cuore la tranquillità sui luoghi santi. Di buon auspicio l'invito che Peres ha rivolto a papa Francesco affinché si rechi presto in visita al popolo di Israele.
E non a caso Perez si è poi recato ad Assisi, ospite del Sacro Convento, accolto da quegli stessi francescani che sovrintendono alla sacralità dei siti di Terrasanta. Aspetti che motivano l'esistenza di ogni struttura o organizzazione che mira alla creazione o al rafforzamento di relazioni tra paesi e comunità italiane e israeliane. Tra queste anche le Associazione di amicizia tra Italia e Israele che operano sul territorio italiano e che trovano unità nella Federazione della associazioni Italia Israele, che mira a creare contatti tra i sodalizi sparsi soprattutto nel centro-nord italiano e cerca di incentivare la nascita di associazioni laddove ancora non ce ne sono ma esistono cittadini che vedono in Israele un interlocutore importante.
E' un'attività utile anche ad evitare incomprensioni e sbilanciamenti reputazionali, in un momento in cui altri paesi si organizzano per sostenere i propri correligionari presenti in Italia. E' ciò che accade ad esempio in Toscana, dove verrà a breve completata la moschea di Colle di Val d'Elsa, nel Senese, grazie a contributi qatarini, palestinesi e sauditi. La struttura sarà la quarta d'Italia per importanza, dopo quelle di Roma, Segrate e Ravenna. Dove auspichiamo che prevalga la spiritualità sulla propaganda.